La chiesa di San Francesco sorge su un edificio sacro costruito nel 1268 dedicato a Santa Maria. Nella prima metà del XIV secolo la chiesa fu ampliata.
In epoca comunale, quando le assemblee del popolo non potevano svolgersi nella piazza per il cattivo tempo, all’interno della chiesa veniva convocata l’assemblea del popolo, chiamata “arenga” per “risolvere affari di grande importanza intervenendovi circa 600, 700 persone alla volta, che davano il loro pare invece del voto, con l’alzar le mani, osservandosi in tal modo se la sua maggior parte l’avesse alzate per averne la risoluzione”.
Fu nel corso del XVI secolo restaurata e dotata degli altari attuali.
Le pareti conservano larghe tracce di affreschi e altari inseriti a seguito della Controriforma. Da segnalare: la tela raffigurante la Madonna con il Bambino e le anime del Purgatorio di Ascensidonio Spacca, detto il Fantino, e l’organo monumentale, considerato "rarissimo esemplare superstite di quel tipo che nel Rinascimento veniva definito organo da muro". Fu costruito dal mastro Paolo Pietro di Paolo di Montefalco, così come risulta dal rogito 22 settembre 1509 per mano del notaio Pompeo di ser Nicola di Montefalco.
L’organo è stato di recente restaurato. Tra le lapidi sepolcrali inserite nel pavimento vi è quella dello storico locale Durastante Natalucci (1687 – 1772), autore della "Historia Universale dello Stato Temporale ed ecclesiastico di Trevi, 1745", edita nel 1985 dalla Associazione Pro Trevi.
La tipologia architettonica interpreta lo stile degli ordini mendicanti: unica navata con copertura in capriate di legno, con l’abside centrale pentagonale fiancheggiata da due cappelle con monumenti funebri del primo Trecento.
La chiesa di Trevi ripete lo schema della Chiesa di San Francesco di Montefalco del quarto decennio del secolo XIV. L’abside presenta nelle pareti, su otto riquadri distribuiti su due registri sovrapposti, affreschi della prima metà del XIV secolo, raffiguranti le Storie della Vita della Madonna e nelle lunette gli Evangelisti. Al centro dell’abside è collocata una croce da iconostasi del primo Trecento.
Chi osserva una foto aerea di Trevi nota che il complesso Francescano, ubicato tra la cerchia urbica romana e quella medievale, occupa buona parte del centro storico. L’origine del luogo, che la tradizione ritiene fondato dallo stesso San Francesco di Assisi, si fa risalire al 1213, anno in cui il Santo predicò al popolo di Trevi nella piazza del Comune.
Nel "De conformitate" del Pisani è narrato che, mentre San Francesco parlava, un asino interruppe con i suoi ragli il discorso e al richiamo di Francesco "…frate asine, sta in quiete et dimitte me predicare populo…" l’asino si inginocchiò con la testa tra le zampe e rimase in silenzio.
Un primo insediamento francescano a Trevi è accertato in un breve di Alessandro IV del 1258. Il convento è documentato anche nella bolla di Onorio IV del 1285 con la quale il papa incaricava il Guardiano di assolvere dalla scomunica i trevani che avevano aiutato Perugia, ribellatasi alla chiesa, nella guerra contro Foligno. Tale prestigioso incarico, che preferiva il Guardiano alle altre autorità ecclesiastiche del luogo, rivela che il Convento aveva raggiunto una certa importanza. L’ordine francescano fu ben accetto tra la popolazione sin dal suo inizio e partecipò con il Comune a garantire e mantenere la pace fra le parti della città.
Ai frati di san Francesco era data in consegna una delle tre chiavi che serravano i documenti importanti della Comunità e che erano conservati nell'archivio detto appunto delle Tre Chiavi.
L’importanza del convento non venne mai meno tanto che in esso si tennero i capitoli provinciali del 1544 del 1566.
Il Convento è stato completamente rinnovato dalle fondamenta nella prima metà del Seicento. L’architettura dell’edificio ruota intorno al chiostro centrale formato da un portico con pilastri a base ottagonale ed archi a tutto sesto ed un loggiato superiore costituito da archetti a tutto sesto con finestrature.
Le lunette del portico sono decorate con affreschi che raffigurano la Vita di San Francesco di Bernardino Gagliardi da Città di Castello (1609-1660), "uno dei nomi più prestigiosi sulla ribalta della pittura umbra del suo tempo", la cui presenza a Trevi si può fissare al 1645.
Con decreto 28 maggio 1810, cui seguì l’annessione dello stato della Chiesa all’impero francese, furono soppressi conventi, monasteri e corporazioni religiose. Così i frati lasciarono il loro convento e non tornarono più. L’archivio e la biblioteca andarono completamente dispersi.
Oggi il Convento ospita il polo culturale della città che comprende: la sezione del museo archeologico, del Territorio, il museo dell’Olio e dell’Ulivo, la Pinacoteca, la biblioteca e l’archivio storico comunale.
Già considerato “rarissimo esemplare superstite di quel tipo che nel Rinascimento veniva definito organo a muro”, lo strumento fu commissionato dai frati di San Francesco di Montefalco a Mastro Paolo Pietro di Paolo, montefalchese, come risulta dal rogito datato 22 Settembre 1509 per mano del notaio Pompeo di ser Nicola di Montefalco.
Con tale atto il maestro Paolo Pietro di Paolo alla presenza dei frati Ludovico e Fortunato di san Francesco di Montefalco si impegna a consegnare per la Chiesa di San Francesco di Trevi, prima di Natale, “unum parum organorum” di misura e regole stabilite per il prezzo di 80 fiorini in ragione di 40 bolognini a fiorino, sotto pena di 10 fiorini in caso di inadempienza.
La pesante penalità ci fa certi che il "paio d'Organi" - cioè l'organo composto dal prospetto con canne di facciata e nel retro le canne di registri diversi - suonò per la prima volta nel Natale del 1509.
I dipinti della cimasa raffigurano l’incontro fra san Domenico e san Francesco, ai lati santa Caterina da Siena e santa Chiara. In alto l'Annunciazione. Nella grande cantoria, realizzata probabilmente nel 1612, sono allocati dieci comparti con tavole dipinte a olio raffiguranti dal fianco sinistro: san Didaco, santa Chiara di Assisi, San Bonaventura da Bagnoregio, sant'Antonio da Padova, san Giuseppe, sant' Emiliano, san Bernardino da Siena, santa Maddalena, santa Lucrezia e santa Caterina d'Alessandria. Tutti i dipinti sono riferibili al XVII secolo.
Nella cantoria, oltre alla raffigurazione di importanti santi francescani, è l’immagine di sant’Emiliano, primo vescovo della Città di Trevi, martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano nell’anno 304. A Emiliano è dedicata la Chiesa principale di Trevi. Ogni anno da oltre un millennio si rinnova in suo onore, il 27 gennaio, per le vie del centro storico cittadino, una processione detta della “Illuminata”, che precede la festività del Dies Natalis del Santo-Patrono, il 28 gennaio.
Il restauro dello strumento ne ha restituito l’originaria concezione, recuperando l’antico nucleo di canne del 1509.
L’organo, inaugurato nel 2005, è tra i più antichi in Europa del Cinquecento, ed ora accoglie concerti di altissimo livello.
Orari di visita:
Il polo culturale è aperto tutto l’anno, escluso il lunedì: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Per maggiori informazioni:
tel. 07421970830
servizio turistico servizioturisticotrevi@gmail.com
museitrevisanfrancesco@gmail.com
Via Lucarini, 06039, Trevi (Pg) - Umbria - Italia
Presso Complesso Museale di San Francesco
Il comune di Trevi è registrato Emas
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